Bucarest 31 luglio 2005 |
Perché affittano una casa ancora in costruzione… Fanno lavori su una strada da anni senza mai finirla… Accanto a palazzoni in pieno centro con pubblicità luminose agli ultimi piani, ci sono blocchi di case poverissime senza più intonaco… Girano per la strada macchine neanche uscite in Italia su una corsia e dall’altra un carro di tsigani blocca il traffico… Passi accanto a persone che tutto il giorno stanno seduti su una panchina al sole senza far altro che sputare semenze… Molte madri hanno lo sguardo così spento da trasmetterlo anche ai loro figli e perché i bimbi hanno sempre violenza nei loro gesti… Ma soprattutto perché l’atmosfera che si percepisce è di immobilità ?perché è Bucaest. In realtà non voglio accettarla perché non credo che l’uomo possa soffocare la sua fantasia, voglia di agire, speranza… |
Giulia |
12 Agosto 2005 |
Oggi sono felicissima,mi sono accorta di quanto sia bello stare qui a giocare con i bambini.
Il primo giono ero un po timida non conoscevo quasi nessuno ed avevo paura di essere esclusa dal gruppo, ma adesso mi sembra di conoscere tutti e mi dicerto un sacco.
Ho deciso di scrivere sul diario di bordo perchè voglio condividere con tutti una cosa che mi e' successa stamattina ma che so che non riuscirei a raccontare durante la condivisione...
Stamamttina a Chitila ho visto per la prima volta la sorella di Claudius, una banbina stupenda,tenera e dolcissima.
E" magrissima, porta vestiti enormi e sporchi ma non si puo' non abbracciarla e baciarla.
In quel momento mi sono dimenticata della sporcizia, delle malattie e dei pidocchi, il mio unico desiderio era coccolarla.
Mentre era in braccio a me suo fratello mi ha sporcata di tempera,allora lei è scesa,ha insultato il fratello e mi ha sputato sul braccio......
subito non avevo capito che cosa volesse fare,ma quando ha iniziato a strofinare la sua maglietta sul mio braccio mi sono venute le lacrime agli occhi (poi mi sono messa a piangere come una bambina).
Capite, una banbina piccola e sporca mi ha pulito con la sua maglietta!Ho provato un emozione fantastica che mi rimarrà nel cuore pe rtutta la vita.
Sono contenta. |
Francesca Enjy |
26 Luglio 2005 |
Vorrei iniziare la mia prima pagina del "diario di bordo" ricordando con un sorriso un piccolo episosdio che ho vissuto
che ho vissuto ieri e mi ha lasciato pensierosa e quasi felice:avevo fatto una treccia ad una bella ragazzina bionda,legandole i capelli con un mio elastico;
le sie era allontanata , contenta ed un"po vergognosa.
con questo gesto volevo avvicinamermi a lei e trasmetterle tenerezza e amicizi,farla sentire curata e felice di se stessa,coccolarla un po".
Dopo mezz"ora l"ho vista tornare e retitutirmi il nastro,piegandolo bene, timidissima e mi ha fatto pensare che molte volte ho imprestato qualcosa a qualcuno senza che mi ritornasse
indietro senza chevenisse apprezzato e condiviso:quanti libri cd,andati viatrattati e buttati in disparte in qualche casa,dimenticati,quante giustificazioni e scuse mi sono state fatte
pe roggetti che avevo donato con gioia e che sono stati persi.
L"immagine della piccola rumena che ha custodito con tanta cura e gentilezza un elastico di un viola sbiadito mi è rimasta impressa e ho riscoperto la bellezza delle piccole cose,la bellezza del consividere
un po" di me stessa con chi ne ha bisogno,senza egoismo ne paura.
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Gaia |
Bucarest 8 agosto 2004 |
Sono appena arrivati i ragazzi del secondo turno, e sto aspettando che arrivino le 6:00 per partire… Non ce la faccio a dormire, continuo a piangere, non vorrei andarmene, e poi parlando un po’ con questi ragazzi mi viene ancora più voglia di rimanere! E’ stata un’esperienza grandiosa, piena di emozioni e insegnamenti, adesso spero solo di poter regalare agli altri quello che ho imparato, e sicuramente non mi voglio fermare qui, il mio è solo un arrivederci a questi bambini che mi hanno letteralmente "stregata" con il loro sorrisi, la loro voglia di vivere e combattere, l’amore che riescono a donare. |
Eleonora |
03.novembre.2004 |
Per anni una vita è tutto quello che hai, e spesso ti può sembrare troppo... troppo difficile per riempirla, e i vuoti sono molto più agevoli dei pieni. Poi ti svegli un mattino, e di vite vorresti averne dieci, cento, mille da colmare di gioia e spendere sugli altri. |
Carlo |
Bucarest 29.luglio.2004 |
La prima volta che ti cade un biscotto
a terra lo butti.
La seconda, ci pensi un po’ di più, ti dispiace
e poi lo butti.
Poi vieni a Bucarest, ci soffi su e te
lo mangi con più gusto. La prima volta che vedi un lago “verde” dici “che schifo” e te ne vai. La seconda magari ti bagni un dito per vedere se l’acqua puzza. Poi vieni a Bucarest, e ti esalti in un tuffo nella girla. La prima volta che uno zingaro vuole abbracciarti, ti allontani quasi con aria di disprezzo. La seconda lo guardi con indifferenza. Poi vieni a Bucarest e non sai fare a meno di un suo qualsiasi gesto verso di te. Quale lo sporco mondo, il nostro o questo che stiamo vivendo ora?! |
(Antonio) |
Bucarest 27. agosto. 2004 |
Sono già passati cinque giorni, ma ancora non riesco ad esprimermi. Eppure di slito non mi mancano le parole… Anni di colloqui con genitori, collegi docenti, ma qui tutto è diverso. E’ uno strano miscuglio di sensazioni che sento dentro. C’è un contrasto così grande tra l’allegra confusione, la gioia di stare insieme, i canti, la preghiera che si vivono in casa e l’apatia, la trascuratezza, la solitudine che si respirano a Pinocchio. Devo ancora lasciare sedimentare parole, immagini, sensazioni poi, forse, potrò parlare. Ora riesco solo a mettere giù qualche flash che appaiono a tratti alla memoria: le strade polverose di Bucarest; i cani randagi che vagano tra la gente incurante; gli occhi bellissimi e tristi di Bulina che racconta che la sua mamma l’ha abbandonata a tre anni; il sorriso sdentato e tenerissimo di un bimbo di cui non ricordo il nome, gli occhi azzurri e birboni di Francesco che sta studiando qualche scherzo o gavettone, la criniera di riccioli incontenibili di Sara, la gioia di un canto fatto insieme a notte fonda. Il pensiero un po’ malinconico che il 3 settembre si torna a Genova…
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(Laura) |
Bucarest 7 agosto 2004 ore 03.20 |
Ciò che ora scriverò è già stato da me detto in parte durante la condivisione di stasera ma "su carta" riesco a esprimermi meglio... Ormai questa mia esperienza è giunta al termine... Durante molte condivisioni abbiamo parlato di decisioni, anche radicali, di progetti. Si spera, ed è molto importante che prima o poi una persona si delinei un progetto, che fare, o almeno provare, della propria vita, anche se ciò fosse vivere alla giornata... Quello che io ho in testa ha non certamente la presunzione di essere la chiave della mia realizzazione, o di essere qualcosa di certo, di sicuro. La ROMANIA non è stata per me un'esperienza, ma la PRIMA ESPERIENZA, il primo tassello di quello che vorrei fosse il mio "fiume vitale". E' stata una scelta fatta con determinazione, e con determinazione vorrei portarla avanti. E alla sera, quando sono con i miei pensieri, prima di addormentarmi, tiro le somme della giornata della mia situazione (o meglio quella degli altri) e capisco che tutto è iniziato, che ci sono dentro e sta a me, nuovamente e costantemente, far sì che ciò vada avanti. Questo pensiero mi inebria ma mi spaventa molto: esiste il rischio, la responsabilità, il dolore ma spero e credo la SODDISFAZIONE. Se riprendo il paragone di prima riguardante la vita concepita come un fiume, a volte in piena, altre in secca, potrei parlare di voi come piccoli sassolini che non sono passati semplicemente e passivamente ma hanno costituito e costituiranno, insieme ad altri, l'alveo e gli argini. Ve ne sono grata ed è inutile dire che ne sono felice. Grazie
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Federica |
27 Luglio 2004 |
"La tensione elettrizzante del sapere che fra un'ora, mezz'ora, dieci minuti li conoscerai. Finalmente ci sei, hai invaso il loro territorio e non puoi che essere titubante; anche loro hanno negli occhi il sospetto, ma poi la curiosità prevale... si avvicinano, tu sorridi e finalmente ti prendono per mano... cosa puoi fare se non correre con loro, lasciarti completamente coinvolgere? Non ci sono che i loro sorrisi sdentati, i loro occhioni e le loro richieste a volte difficile da capire per via della lingua, ma così semplici da esaudire... basta un sorriso, una carezza e anche tu torni bambino. " |
Martina |
8 Agosto 2004 |
..La Romania è davvero spiazzante! Ci vieni per stare con i "copii" e cercare di donare loro momenti di serenità e te ne vai col cuore pieno di gioia non sapendo se l'obiettivo è stato raggiunto, ma chiedendoti come come sia possibile aver ricevuto in 15 giorni quello che in una vita intera alcuni non riescono a raggiungere... Ogni sorriso donato con amore gratuito da un bambino diventa la pietra miliare del proprio percorso, quella su cui costruire le proprie aspettative e cercare di realizzarle. Ogni giorno che passa, dopo essere stati qui a Bucarest non puoi più fare a meno di svegliarti al mattino ed avere davanti a gli occhi il volto di tutti i bambini che hai incontrato; ogni giorno che passa cominci a contare quelli che restano per poterci tornare! E quando sei di nuovo qui, condividi una casa delirante con persone che conosci a stento ma che diventano parte integrante e fondamentale del tuo essere qui, ti chiedi ogni giorno come sia possibile tutta questa povertà e sofferenza, ma ringrazi ogni giorno il Signore perchè non ti ha reso indifferente!
Grazie di cuore |
(Rosa) |